Stadium essential: i 10 brand casual più pesi

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Negli anni ’80 i sobborghi delle città inglesi erano la passerella di gruppi di uomini violenti e ossessionati dalla moda, che combinavano principalmente sportswear pettinato italiano e francese con brand iconici della tradizione britannica. Aggiungici un paio di scarpe da tennis bianche e hai ottenuto lo stile casual.

Il casual è nato dall’esigenza di non farsi identificare dalla polizia come tifosi (o come skinhead = no Dr. Martens), anche se con il tempo il look casual è diventato a sua volta una divisa. Un sacco di parole sono state spese sul casual come forma di espressione identitaria, sociale, culturale, eccetera eccetera. Se chiedi a un ex-casual cosa ne pensa è probabile che ti risponda che come i buoni samaritani si mettevano in tiro la domenica per andare in chiesa lo stesso facevano gli hooligan per andare allo stadio.

“We queued up in the morning for the latest adidas city series, we spent the equivalent of a Burkina Faso’s GDP on a jacket we had no right to be bowling around in at our age.”

ex-casual simpatico

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Durante gli anni lo stile casual è cambiato e si è mescolato con altre tendenze, alcuni brand hanno rimpiazzato altri fino a che la moda ha rielaborato anche questa sottocultura.

“If you’ve ever worn tennis shoes for a purpose other than tennis, or a cardigan over a polo shirt, or a waterproof kagoul when it didn’t look like rain, then for better or worse you owe a debt to the casuals.”

Alex Bilmes

Abbiamo selezionato quelli che secondo noi sono i 10 brand più stilosi che negli anni hanno contraddistinto i casual.

Burberry

casual burberry

Il tartan è sempre piaciuto un sacco agli isolani. Marchio storico inglese, esempio perfetto della reinterpretazione dell’heritage che mettevano in atto gli hooligan (dalle stelle alle stalle, dai ricchi ai poveri).

Aquascutum

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Come sopra, Aquascutum = tenute in campagna e cani da caccia. Marchio nato nell’800, passato da Cary Grant alle gradinate di Anfield. Pensa che adesso se lo sono comprato i cinesi (il brand, non Anfield).

Pringle

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Marchio scozzese di maglieria pettinata nato nel 1815. Il golfino con l’iconico pattern a rombi è stato un indumento chiave del primo periodo casual. Da non confondere con Pringles, le patatine.

Stone Island

casual stone island

Stone Island è arrivato dopo, è un brand relativamente recente che solleticava per altre vie il palato dei tifosi. Estetica di matrice militare e materiali di alta qualità che facevano strippare gli animali da stadio. Uno dei pionieri ad aver portato il brand oltremanica è stato Eric Cantona (come ci ha raccontato Carlo Rivetti). Alcuni tifosi avevano preso l’abitudine di staccare il badge dalla manica perché era diventato un simbolo troppo riconoscibile.

Lacoste

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Il marchio del coccodrillo ha inventato la polo ed è stato fondato da un tennista. Simbolo dello sportswear di lusso che tanto piaceva ai raga inglesi: trasferte in Francia e shopping selvaggio. La leggenda vuole che il brand sia stato importato dai tifosi del Liverpool dopo una trasferta contro il St. Etienne nel 1977.

Fred Perry

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Come puoi notare alcuni brand ancora fanno leva sull’eredità del casual.

Ancora luxury sportswear legato al tennis. Il brand ha avuto un rapporto un po’ turbolento con i casual. Lanciato prima dai mod nei ’60, popolarissimo durante lo sviluppo del casual tra la fine degli anni ’70 e i primi ’80 ad un certo punto è stato monopolio skinhead e per un po’ di anni è scomparso dalle gradinate casuali (che poi, ricordiamo, non è che si stia parlando di fenomeni e sottoculture facilmente distinguibili). Poi è tornato.

Ben Sherman

Come puoi notare alcuni brand ancora fanno leva sull'eredità del casual pt.II.

Come puoi notare alcuni brand ancora fanno leva sull’eredità del casual pt.II.

Ben Sherman era soprannominato il re di Carnaby Street. Le sue camicie con il colletto button down erano una divisa per i mod, e il marchio arrivò ai casual per osmosi. Poi il parka d’inverno allo stadio era comodissimo.

C.P. Company

L'iconica accoppiata giacca Mille Miglia e sciarpa Aquascutum sulla copertita di Casuals di Phil Thornton.

L’iconica accoppiata giacca Mille Miglia e sciarpa Aquascutum sulla copertina di Casuals di Phil Thornton.

Il brand di Massimo Osti fa parte di quei marchi a cui i casual si appassionarono tra gli anni ’80 e i ’90. Indumenti tecnici di matrice militare e workwear, fatti bene, resistenti e fatti in Italia; non serve aggiungere altro.

Sergio Tacchini

sergio tacchini casual

Tennis, Italia, sportswear premium. Sergio Tacchini è il marchio che ha introdotto i colori nell’oceano bianco dell’abbigliamento da tennis. John McEnroe ha dato un bel contributo alla diffusione del brand in Inghilterra: gli inglesi lo videro sul campo di Wimbledon e se ne innamorarono.

Fila

fila casual

Prendi quello che hai letto sopra e sostituisci John McEnroe con Björn Borg.



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  • Tra l’altro, il legame con Fred Perry è a doppio filo, visto che i tifosi del West Ham furono i primi a chiedere l’aggiunta di quello che ormai è il marchio di fabbrica se vogliamo, il twin-tipped collar, a Lillywhites, storico negozio sportivo in Oxford Circus che vendeva quel marchio. In precedenza, Fred Perry faceva solo polo a tinta unita, gli Hammers chiesero l’aggiunta del bianco e dello sky blue sulle polo burgundy, e l’aggiunta del burgund7/sky blue su quelle bianche.

    • EDOARDO

      uella che knowledge! mi sembra che sul casual tu sia piuttosto ferrato, se sei interessato a divulgare queste figate scrivimi una mail a info@marte.com 🙂

  • Pezzo di stile. Come tutto il vostro sito. Manca solo Lyle & Scott.

  • bale

    anche Ellesse ci stava..

  • Johnny Posillipo

    Con tutto rispetto ma Fred Perry e Ben Sherman di “chaps” hanno ben poco,essendo i marchi piu usati dai fratelli maggiori mod e skinhead,quindi facilmente identificabili dal bobby.

    alla prox lista aggiungete Benetton,Ellesse,Giorgio Armani(jeans),Diadora,Slazenger,Lyle&scott,Duffer of st.george,French Connection,Farah…