Intervista a Daniel Nyari

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Daniel Nyari è un artista/grafico/designer romeno che vive a NY e che ama il calcio e la Nutella.

Uno dei suoi progetti più famosi – Playmakers – è un insieme di disegnini dei più grandi registi della storia del calcio. Anche se mancano Savicevic e Boban abbiamo deciso di fare delle domandine a Daniel.

Nelle risposte Daniel si è un po’ dilungato, ma se vuoi dimostrare di non essere un Maschio Preculturale da categorie Eurisko che naviga in mutande e rutta (cit.) leggi fino in fondo questo articolo lungo.

Playmakers Daniel Nyari

Ciao Daniel. Ci racconti come è nata l’idea del tuo progetto ‘Playmakers’?

Sono un grande appassionato di calcio, e ancor più della sua storia, così ho sempre voluto rendere onore agli eroi di cui ho letto e sentito tanto e che hanno definito questo gioco bellissimo. Inoltre mi sembra che un sacco di tifosi più giovani non siano così informati della storia del calcio, nonostante ci siano molte più informazioni a riguardo, così ho pensato che questo fosse un bel modo di colmare il gap, sperando che la gente fosse abbastanza interessata da andare a cercare chi fossero questi giocatori.

Roberto Baggio by Daniel Nyari, playmakers

Che bello Roby Baggio.

Le tue grafiche sono minimaliste: poche linee, messaggio chiaro, anche un po’ retrò. Pensi che ci sia ancora eleganza nell’estetica del calcio moderno (tra creste, gioielli e pazzia fluo)?

Certamente. Bisogna solo cercare, ad esempio il design delle maglie da calcio sta diventando più avventuroso e sofisticato. Sfortunatamente penso che il calcio sia ancora in larga misura molto tradizionalista, alcuni loghi per esempio potrebbero essere ridisegnati. Tuttavia i club scelgono di non farlo perchè i tifosi non gradirebbero, lo vedrebbero come un rovesciamento simbolico della tradizione. Probabilmente l’era digitale cambierà questa situazione. Un sacco di squadre sono state costrette a diventare più attente ai media e al digitale. Da qui arrivano tutta una serie di nuovi modi di comunicare il loro brand e una sua certa estensione visuale. Un club come il Borussia Dortmund ne è un esempio perfetto. Hanno un sito web essenziale e un brand decisamente riconoscibile attraverso tutti i media. Penso che l’eleganza verrà probabilmente rimpiazzata da una maggior consapevolezza nel marketing e nell’advertising. Questo può anche voler dire che le società magari abbracceranno maggiormente l’arte legata al calcio.

Ruud Gullit by Daniel Nyari, playmakers

Ruud Gullit che se la ride.

Ci sono delle forme d’arte o design legate al calcio che ti hanno influenzato?

Non necessariamente. Il mondo dell’arte nel calcio è davvero giovane, ma si cominciano a vedere in giro per il mondo gli artisti finalmente a proprio agio nell’esprimersi attraverso questo gioco, e grazie all’interconnettività dell’era digitale abbiamo capito che c’è un grande mercato. Le mie influenze artistiche sono a dire il vero piuttosto divergenti da ciò che viene considerato illustrazione. Sono sempre stato influenzato per di più dalle filosofie dei primi espressionisti come Cezanne, Picasso e Kandinsky, che associo prima di tutti alla decostruzione e alla semplificazione delle immagini. Solo dopo che ho iniziato a lavorare nel campo grafico e del web design ho ritenuto naturale abbracciare un look digitale e mescolarlo con ciò che mi era familiare del mio background artistico.

Cezanne

Questo è Cezanne. Bravo.

Francesco Totti by Daniel Nyari.

Questo invece è Francesco Totti. Bravo.

Ho letto che sei preso bene con il regista David Lynch e il filosofo Slavoj Žižek. Questi due personaggi hanno in comune una specie di ossessione per il lato oscuro della cultura popolare. Qual è secondo te il lato oscuro del calcio che è lo sport popolare per eccellenza?

Sono entrambi decisamente cinici, ognuno a modo suo, e suppongo di esserlo anche io; c’è qualcosa di affascinante nella natura oscura dell’esperienza umana, ma ciò che realmente mi influenza di queste due figure è il loro modo di guardare il mondo da sotto la superficie. Zizek descrive come l’ideologia sia il meccanismo pilota dietro al nostro mondo – ciò che facciamo senza esserne consapevoli. I film di Lynch rappresentano spesso bellissime superfici, ma le forze oscure che vi stanno sotto sono ciò che in realtà guida il mondo.

Mi interessano molto le componenti costruttive e teoriche delle immagini, perciò spendo parecchio tempo del mio lavoro nel prendere piccole decisioni che ritengo siano d’impatto per l’osservatore non in modo diretto ma indirettamente o subconsciamente. Cerco di far sì che le immagini stesse appaiano semplici il più possibile, ma siccome riduco e astraggo a tal punto spendo molto tempo nel pensare alla costruzione, muovendo le componenti e disegnando in un modo che sembra senza collegamenti ma che ha un ordine ben preciso. Siccome voglio raggiungere una visione specifica mi do una serie di regole visuali/grafiche da rispettare.

David Lynch villains by Daniel Nyari

Un omaggio di Daniel Nyari alla mente malata di Lynch.

Sono andato fuori tema, per rispondere alla tua domanda, il lato oscuro del calcio è qualcosa di cui Zizek in effetti avrebbe da discutere. Due pericoli. 1. La continua politicizzazione del calcio. I paesi dell’Europa dell’est ad esempio hanno feroci rivalità in cui il tifo di una squadra è spesso associato ad un forte sentimento nazionalista. In questi casi il calcio si rivela essere una pericolosa forza ideologica. L’ideologia funziona al meglio come un argine vuoto su cui il credente può imporre qualsiasi convinzione che gli permetta di mettere in atto fantasie da evidenti nazionalisti, il calcio è la piattaforma perfetta attraverso cui costoro possono respingere le proprie paure collettive del rapido progredire dei tempi e di un mondo globalizzato – le prospettive di un paese multi-etnico, la potenziale accettazione dell’omosessualità nello sport, etc…E naturalmente la violenza segue. Il conservatorismo è il grande pericolo e il lato oscuro del calcio. 2. Il secondo pericolo è quello del capitalismo del libero mercato e la potente estensione delle società di calcio come brand globali. Vediamo più soldi investiti nei club, ricchi proprietari che comprano squadre, fanno giri del mondo, etc. Certamente i club sono anche un business ma il pericolo qui è la promozione dei tifosi come consumatori, così è facile immaginare uno stadio pieno di gente che può permettersi biglietti costosi, ma sono spettatori casuali, e quelli meno fortunati sono tagliati fuori. Paradossalmente avremmo il risultato opposto di questa grande promozione della cultura dei club, in quanto avrebbe alienato i tifosi che sono interessati veramente alla squadra.

Zidane by Daniel Nyari, playmakers

Zizou.

Puoi dirci secondo te la squadra e il calciatore più stilosi in questo momento?

Come ho detto prima il Borussia Dortmund sta facendo veramente bene nel brandizzarsi come squadra alla moda, giovane e stilosa. Le squadre tedesche in generale stanno facendo bene in questo senso, grazie ad una grande enfasi sui giovani. I giovani calciatori ora hanno molta più consapevolezza del brand. Si vestono con capi costosi, si fanno tagli stilosi, stanno sempre sui social media e mentre noi di solito vediamo il lato negativo di questo fenomeno, effettivamente mette in evidenza la natura competitiva dei giocatori di calcio che sono brandi individuali nel contesto del capitalismo del libero mercato. I giocatori non aspettano più la fine delle loro carriere per decidere cosa fare dopo. Sanno che devono iniziare subito a costruire i loro brand.

Borussia Dortmund fashion style

La nuova divisa del BVB è mega fashion.

Per divertimento, mi piace molto Marco Reus. Se devo sceglierne uno lui è veramente stiloso. Quei capelli sono come una magnifica onda dorata che si schianta su e giù mentre lui surfa con grazia lungo il campo.

Marco Reus capigliatura

Dichiarazione d’amore qua.

Mi piace molto anche Mats Hummels perchè è un tipo più sofisitcato. Sul campo è un leader, tecnicamente dotato e ispiratore. Fuori dal campo è umile, pensa a se stesso, non gli interessano capigliature appariscenti e ha quella sofisticatezza che raramente puoi associare ai giocatori moderni. Quando il famoso autore e giornalista sportivo tedesco Uli Hesse incontrò i giocatori del Borussia, ricorda che solo Hummels lo conosceva. Questo la dice lunga per me.

Mats Hummels

Il sofisticato Mats Hummels con la sua sofisticata pati.

Grazie Daniel per averci detto un sacco di cose interessanti. Speriamo che ci siano sempre più robe stilose nel calcio. + design – Legrottaglie.

Diego Armando Maradona by Daniel Nyari, playmkers

Diego Armando.



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  • G.F.

    Ricorda moltissimo Fortunato Depero.