Intervista a Marco Materazzi sneaker designer

Marco Materazzi Tiempo '94 Jordan pack.

“Con la passione riusciamo a raccontare i veri valori della vita. In un mondo dove oggi c’è il tablet, l’iPhone, si sono perse quelle che erano le vecchie abitudini, ma la sneaker non ha perso il suo appeal. Le mode passano, la sneaker resta.”

Marco Materazzi, sneakerhead

Marco Materazzi Tiempo '94 Jordan pack.

Marco Materazzi ha avuto carta bianca per disegnare un’edizione speciale di Tiempo ’94, e ha deciso di buttarci dentro la città di Milano e il suo idolo/guru spirituale: Michael Jordan.

Marco Materazzi Tiempo '94 Jordan pack.

Noi siamo andati a trovarlo al suo store di Milano, Space23, per fargli qualche domandina su questo pack mitico-super-collabo-calcio-basket-Milan-Inter-Chicago-Bulls e su altre cose simpatiche, perché Matrix è un collezionista di sneakers lo sapevi? Sapevilo.

Ciao Matrix. Che bello questo Pack. C’è un tuo ex-compagno di squadra strippato di sneakers a cui lo manderesti?

Non me ne ricordo flippati di sneakers, andavano più dietro alla moda. Lo terrei per me che sono un collezionista.

calciatori a cui piace la moda e il mondo delle sneakers.

In effetti la Serie A è sul pezzo.

Sappiamo che sei un collezionista peso. Quali sono i tre pezzi a cui sei più affezionato della tua collezione di sneakers?

La Jordan I dell’85, anche quella nerazzurra, la Yeezy e la Jordan VII Olympic, il pacchetto con i lacci dei colori delle Olimpiadi.

Collezione di Nike Jordan.

Hai dormito accanto al computer per prendere le Yeezy Red?

No, me le ha mandate Nike. Sono andate sold out dopo 11 minuti, non lo sapevo. Se no avrei provato a comprarle, averne due era meglio che una.

Ma le metti?

Oggi ce le ho. Io le metto tutte: collezionista si, però malato no.

Yeezy red

Che sympa Matrix, a un certo punto sono arrivati dei cinesi con le Yeezy 1 e lui ha messo le Yeezy Red davanti alla porta per farli rosicare.

Vabè, adesso che abbiamo rotto il ghiaccio, raccontaci un po’ come è nata l’idea di questa scarpa?

Mi hanno fatto vedere dei prototipi, e mi hanno chiesto cosa ci avrei fatto. Io ho risposto che avrei realizzato qualcosa in tutte le città più importanti nel mondo del calcio, per raccontare una storia. Avrei scelto i colori delle squadre di calcio, per raccontare una storia a dei ragazzi, facendo in modo che possano associarsi ai colori della propria squadra, della propria fede.

“Quando tu parli di Jordan non parli di basket, è la storia di un uomo che ha fatto dello sport una storia.”

Da lì è nata l’idea di fare una serie di scarpe per Milano in queste tre colorazioni, che sono anche i colori storici delle Jordan: una per la città di Milano, una per l’Inter e una per il Milan. A loro penso che sia piaciuta altrimenti non avrebbero ascoltato un incompetente in materia.

È stata un po’ sofferta l’idea di fare un modello rossonero?

Io penso che per poter vivere delle emozioni ci debba sempre essere bisogno di qualcuno con cui scontrarsi, giocare da soli e vincere da soli è troppo comodo, troppo facile. Nella vita bisogna avere anche degli avversari con cui confrontarsi, io ce li ho avuti: ho avuto la Roma per tanti anni, la Juve e il Milan. La città di Milano è molto civile a livello calcistico, però quando arriva il Derby è sempre il Derby, ed è bello rivivere certe emozioni, al di là della squadra per cui giochi. Il Derby è sempre bello. Meglio quando si vinceva però…

Inter Milan's Materazzi and Rui Costa of AC Milan wait on the pitch during their Champions League soccer match in Milan

Se ti stai divertendo continua a leggere l’intervistina nella pagina susseguente!



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