Gary Medel: il mediano che ha sconfitto la morte

Superata la sbornia estiva, ‘The Begbie Inside’ torna a gamba tesa per raccontarvi la storia dei peggiori “Football Bastards”. Questa volta è il momento di un volto nuovo del campionato italiano, il centrocampista dell’Inter Gary Medel.

Gary Medel

“E spera e spera, un uomo arriverà” cantavano i Litfiba in Santiago. Okay, non si riferivano di certo a Medel, ma un altro toscanaccio come Walter Mazzarri aspettava sicuramente un mastino del genere per il suo centrocampo, da almeno un anno. E proprio da Santiago del Cile è arrivato durante il calciomercato il giocatore che ognuno di noi vorrebbe al proprio fianco in caso di rissa.

Litfiba

“icchè tu voi, io tifo viola.”

“Se non avessi fatto il calciatore sarei diventato un narcotrafficante o uno spacciatore.”

È con questo biglietto da visita che Gary Medel si presenta a Milano, dopo essere cresciuto in uno dei quartieri più poveri della capitale cilena e aver debuttato nel 2006 con la maglia dell’Universidad Católica. La sua grinta in campo e fuori, tra scazzottate varie, gli vale presto il soprannome di ‘El Pitbull’, ma il centrocampista nerazzurro è molto di più che un onesto sbriciola-caviglie.

Gary Medel

“O la palla o la testa.”

“Pressione giocando alla ‘Bombonera’? Un giorno mentre giocavo nel mio quartiere mi hanno puntato tre pistole alla tempia. Quella è pressione.”

Medel non ha paura di niente. Durante una rissa al termine della partita del Mondiale Under-20 2007 tra Cile e Argentina ci vuole un taser della Polizia per fermarlo. Nel gennaio 2009, con la patente ritirata, è protagonista di un grave incidente automobilistico: va fuori strada, si cappotta due volte e viene lanciato fuori dal parabrezza, ma se la cava miracolosamente soltanto con un paio di mesi di stop. I suoi tifosi lo paragonano a Chuck Norris:

“Gary è morto, ma la morte non ha i coglioni per dirglielo.”

Neanche un mese dopo succede di peggio. Catalina Reyes, una ragazza di 18 anni, muore precipitando dal balcone del nono piano di una casa di Huechuraba. La casa di Medel. L’ipotesi più accreditata è il suicidio, ma le dinamiche, sebbene il centrocampista sia stato completamente scagionato, non sono mai state chiarite alla perfezione. A voler essere pignoli i Litfiba cantavano, guarda caso, anche “Fanno l’orgia sul balcone”. Ma questa è un’altra storia.

Dopo tre anni nel campionato cileno Medel approda al Boca Juniors, diventando ben presto uno dei pupilli del leggendario tecnico argentino Carlos Bianchi. Una stagione e mezzo tra gli Xeneizes, condita naturalmente da risse ed episodi di violenza domestica, gli regalano un’occasione nel calcio europeo.

Il primo club a credere in lui è il Siviglia, con cui, nella sua prima stagione, Medel colleziona 15 cartellini gialli in 31 partite, ma convince comunque il Cardiff City a spendere la cifra record di 13 milioni di euro per ingaggiarlo.

“Sono un bel po’ pazzo”: con queste parole, quasi mettendo le mani avanti, Gary Medel si presenta in Premier League. Le sue prestazioni, comunque, restano di alto livello e gli permettono di raggiungere la definitiva consacrazione al recente Mondiale 2014.

Gary Medel

L’Inter investe ben 8,5 milioni di euro e si regala uno dei mediani più temuti e di maggior quantità della Serie A. Nel frattempo Medel ci tiene a fare alcune precisazioni. “La gente pensa che il pitbull sia un cane cattivo. E’ aggressivo, ma leale. Morde solo quando è necessario!”.

‘Dribblomani’ e simulatori sono avvisati.

Per raccontarti i giocatori che non ti vorresti mai trovare di fronte ci affidiamo all’esperienza di TheBegbieInside.com, il sito di chi vive il pallone tra alcolici e stupefacenti.



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